domenica 29 agosto 2010

Resoconto dettagliato. Parte 3.

Periodo del viaggio: 10 - 24 luglio.
Tasso di cambio: 1€ = 157 corone islandesi (ISK) 

Quasi tutte le foto pubblicate in racconto e nei successivi sono in alta risoluzione nel mio album Flickr, a questo indirizzo
: l'album comprende anche molte foto che non hanno trovato spazio in questi scritti giovanili.


17 luglio: Dettifoss e area di Mývatn
Percorrrendo la Ring Road che ci porterà a Mývatn, ci concediamo una deviazione verso le cascate di Dettifoss, che sembrano essere le più potenti d'Europa come portata d'acqua.

La strada che dalla Ring Road porta alle cascate è completamente sterrata e in pessime condizioni: con la nostra auto ci mettiamo circa un'ora per percorrere i 30km di sterrato.

Verso Dettifoss

Purtroppo il tempo non è bellissimo (siamo ancora lontani dalla costa, probabilmente per questo) per cui non possiamo ammirare bene le cascate nel loro splendore. Si puo' arrivare a Dettifoss tramite due strade diverse, che conducono ai due lati opposti del canyon: sono convinto che il nostro lato non era il migliore perché la visibilità delle cascate era un po' limitata.

Si riesce comunque ad intuire la potenza della natura

Cascate di Dettifoss

Cascate di Dettifoss

Partendo da Dettifoss a piedi c'è un sentiero di 1.5km (circa 30mn a piedi) tra i sassi, che porta ad altre cascate, quelle di Selfoss, decisamente piccoline ma molto belle per la loro forma.

Cascate di Selfoss

Arrivati nell'area di Mývatn nel pomeriggio, passiamo qualche ora nel campo geotermale di Hverir. Siamo impressionati dal paesaggio: solfatare, pozze di acqua bollente, fumarole. Il tutto immerso in un odore di zolfo molto forte, cosi' forte che la Francese è costretta a passeggiare con un pezzo di maglia sul naso.

Nell'immaginario collettivo l'inferno è proprio come Hverir.

Hverir

Hverir

Hverir

Hverir

Hverir

Per cena andiamo al Gamli Baerinn dove assoggiamo per la prima volta il salmerino alpino affumicato (smoked arctic char) sul pane nero tipico di questa zona. Dal sapore molto forte, a me piace molto. Per il salmerino, un hamburger, un sandwich, una birra ed un dolce spendiamo 6 100ISK.

Curiosità: dopo aver pagato alla cassa, la gentile e bella cameriera ci saluta con un 'Ci vediamo' pronunciato con forte accento da lingua nordica. Dopo un breve scambio di battute scopriamo che parla e capisce l'italiano.

Dopo la cena prima di andare a dormire andiamo a vedere un lago lungo la strada che ci aveva affascinato tanto quando ci siamo passati vicino nel pomeriggio.

E' un lago naturale, in cui la balneazione è vietata: non riesco a capirne il motivo. Forse perché un cartello riportava che la temperatura dell'acqua in alcune zone è 100-120°?

Le acque del lago sono turchesi e dalle sue acque si alza continuamente dell'inquietante vapore. Il rumore di una centrale proprio accanto al lago aggiunge magia e spettralità al posto.

Lago senza nome nella zona di Mývatn

Lago senza nome nella zona di Mývatn



Questa sera si dorme in bel cottage a Dimmuborgir, nei dintorni. Il cottage è per 4 persone, con bagno e cucina condivisa con il cottage accanto, occupato da una famiglia di 4 simpatici quanto logorroici canadesi, che ci raccontano con dovizia di particolari gli ultimi 72 viaggi fatti in giro per il mondo. Ci hanno dato voglia di andare in Nuova Zelanda.

Il cottage è piuttosto caro, 20 000 ISK con colazione compresa nel prezzo, pero' bello ed accogliente. Qui il link ufficiale.

Il cottage a Dimmuborgir
 
Per colazione c'è anche il salmerino affumicato, pero' non me la sento di iniziare la giornata cosi' pesantemente, quindi rimaniamo sul classico.


18 luglio: area di Mývatn
La giornata inizia con la zona del Krafla, un'altra zona vulcanica nei dintorni di Mývatn, piena di bocche fumanti, solfatare e crateri pieni d'acqua.

Solfatare e lago nel cratere a Krafla

A Krafla si trova anche un'imponente centrale geotermica, ben visibile anche da lontano.

Centrale geotermica Kroflustod a Krafla

In tutta la zona si sente continuamente un sibilo continuo, udibile anche a centinaia di metri di distanza: si tratta di un camino di vapore particolarmente rumoroso, il cui rumore ricorda quello di un aereo che decolla. Alla lunga è fastidioso, pero' aggiunge del fascino a tutto il sito.

Non so se il breve video fatto con l'IPhone riesce a rendere l'idea...


La giornata prosegue con una passeggiata nei campi di lava a Leirhnjukur.

Solfatare a Leirhnjukur

dove la lava dell'ultima eruzione, del 1984, fuma ancora (questo lo scrivono le guide. E' possibile?)

Campi di lava a Leirhnjukur

Non ho certezza, ma la lava nera che si vede nella foto che segue dovrebbe essere quella dell'ultima eruzione.

Campi di lava a Leirhnjukur

L'intera passeggiata a Leirhnjukur prende un'oretta e mezza. Al termine mangiamo qualcosa e poi si riparte per la salita sul cratere Hverfell, formatosi 2500 anni fa e alto 460m.

La vista dalla cima copre buona parte della zona di Mývatn e vale la pena dedicare qualche decina di minuti per salirci su.

Vista sui campi di lava dal cratere Hverfell

Il cratere Hverfell visto da sopra

Dopo delle ore cosi' intense, ci sembrava giusto rilassarci con un bagno alla Laguna Blu del nord: decisamente meno turistico di quella del sud, di cui ho parlato qui, ma non meno bella e rilassante. Anzi, io forse l'ho preferita perché l'atmosfera è meno turistica. Una buona parte degli avventori era infatti islandese.

Piccola nota sui moscerini. 
Da quanto abbiamo letto nelle guide, l'intera zona di Mývatn e la Laguna Blu dovevano essere invase da fastidiosissimi moscerini, particolarmente abili ad entrare nel naso umano e nell'importunare i visitatori. Da qualche parte abbiamo anche letto di cose terrificanti, del tipo di maschere antimosche vendute ad ogni angolo per evitare il problema: ora, non so se è stato il periodo, non so se siamo stati fortunati noi, ma di moscerini ne abbiamo visti davvero pochissimi.

Piccola nota sull'area di Mývatn.
Sono stato volontariamente sintetico su questa zona perché mi sono reso conto che tutto quello che potevo scrivere era stato già scritto dalle guide e dai turisti in forma molto simile a quella che avrei usato io. Ho preferito quindi far parlare le immagini e un paio di video, sperando di essere riuscito a rendere l'idea di quanto fosse bella l'intera area. La visita a Mývatn è sicuramente stata una delle cose più belle dell'intero viaggio, e non ci siamo affatti pentiti di averle dedicato cosi' tanto tempo (più di una giornata).
Fine nota.

Dopo esserci rilassati nelle caldi acque della Laguna Blu del nord riprendiamo l'auto e ci dirigiamo ad Husavik, dove dormiremo e da dove domani partiremo per l'escursione in nave a caccia (fotografica) di balene.

Ceniamo al Gamli Baukur, simpatico pub accanto al porto, proprio accanto al punto di partenza delle navi che portano i turisti in giro per il whale watching (osservazione delle balene). Un hamburger, un piatto di pesce e un dolce 5 900 ISK. Qualità molto buona.

Questa notte si dorme alla Guesthouse Sigtun: la Guesthouse è dislocata in due edifici. Il nostro era a non più di 3mn in macchina dal porto e dalla nostra stanza avevamo una bella vista sul mare.

Vista dalla Guesthouse Sigtun a Husavik

La colazione è compresa nel prezzo, cosi' come la connessione internet tramite pc della guesthouse. I servizi sono condivisi, ma visto che al nostro piano le altre stanze sono vuote è come fossero privati.
Prezzo: 13 500ISK

Prima di dormire diamo un'occhiata ai depliant per decidere che compagnia prendere per il giro in nave e che tipo di escursione fare.

Una volta deciso per la compagnia North Sailing che ci ispira più simpatia rispetto all'altra, l'indecisione è tra l'escursione North Sailing 1 - solo balene - e North Sailing 2 - balene e pulcinella di mare.

Io sono per l'escursione NS 1 perché più breve e più economica, ma soprattutto perché ormai penso che le pulcinelle di mare siano solo uno specchietto per le allodole (i turisti). In questi giorni mi sono fatto l'idea che le pulcinella di mare non esistono proprio e che siano solo una trovata pubblicitaria del ministro del turismo islandese.

La Francese non ne vuole sapere ed insiste per l'escursione North Sailing 2.

Alla fine arriviamo ad un compromesso: accetto la NS 2 solo se dopo l'escursione andiamo a visitare il museo fallologico di Husavik. Compromesso accettato, prenotiamo su internet l'escursione per il giorno dopo, in modo da poter arrivare con calma solo qualche minuto prima della partenza, che è alle 9:30

5 commenti:

  1. Amico mio,

    Tutto questo tuo blog ne guadagnerebbe se tu imparassi a digitare i caratteri speciali islandesi.

    ð = ALT + 208 (minuscola)
    þ = ALT + 231 (minuscola)
    Ð = ALT + 209 (maiuscola)
    Þ = ALT + 233 (maiuscola)
    æ = ALT + 145 (minuscola)
    Æ = ALT + 146 (maiuscola)

    Così potresti scrivere finalmente Goðafoss (cascata degli dèi), Þingvellir (giardini o spianate del Parlamento) e Þingvallavatn (lago dei giardini o spianate del Parlamento), e tutte le bæjar (plurale di bær che ti pare.

    Considera almeno l'idea, ché mi ribolle la linfa vitale nel vedere scritto Godafoss, Thingvellir e Baer!

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  2. Post Scriptum.

    Il lago si chiama Mývatn, e non "Myvtan"; incredibilmente, vuol dire proprio "lago dei moscerini", toh. "Mý" vuol dire qualsiasi rompicoglioni volante (mosca, zanzara, moscerino); "vatn" vuol dire sì "lago", ma più comunemente e semplicemente "acqua".

    Tanto che ci sono: si scrive Kröflustöð, dài che non ci vuole tanto :-)
    Clamoroso poi il nome della Dettifoss: vuol dire, alla lettera, "cascata che casca" (detta = cadere). Il vichingo che le ha dato il nome doveva avere uno spazio vuoto perché era un uomo privo di fantasia.

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  3. Caro Riccardo,

    Posso capire il tuo fastidio, e non lo dico scherzando: nel mio piccolo anch'io mi innervosisco quando vedo scritto perchè e non perché. Ho voluto riordinare subito i pensieri sull'Islanda perché sentivo che stavano per andare via, quindi ho avuto fretta di scriverci qualcosa su.

    Appena avro' (*) il tempo riprendero' i mano questi scritti giovanili e apportero' le dovute correzioni.

    (*) la tastiera francese non ha la 'o' accentata, quindi devo accontentarmi dell'apostrofo se voglio andare veloce.

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  4. Almeno fammi andare in ferie felice in pianura Padana (sic), e correggi il "Myvtan" :-)))

    PS: In un remoto futuro in cui rimettessi mano al corso di islandese, ci posso mettere qualcuna della tue foto...?

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  5. Puoi partire tranquillo, Riccardo, per le tue 'meritate vacanze': ho corretto almeno il lago.

    Avevo intenzione di fare anche le altre correzioni, ma dopo aver letto di un tizio che ci ha messo 22 anni per terminare la scrittura di un corso d'islandese, mi sono detto che posso fare con comodo :-)

    Il giorno che rimetterai mano al corso di islandese contattami: saro' ben felice di darti nel formato che desideri tutte le foto che vuoi. Per me sarà un grande onore.

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